Libri sul risveglio

La Forza del Desiderio

“Finché c’è desiderio , c’è vita.

Il desiderio allunga la vita.

Nella misura in cui il desiderio ci attraversa,

dilata l’orizzonte della nostra vita.

E quando qualcuno rinuncia ad ascoltare

la chiamata del proprio desiderio,

lì la vita si ammala.”

Buongiorno Lettori,

ho scritto diversi articoli sul desiderio ( Il mondo dei desideri , La Disobbedienza , Desiderio e Dovere ) su cosa sia, e su come comportarsi di fronte ad esso. Ma mi accorgo solo ora che non me la sento di affermare di aver trovato una verità univoca in ciò che ho compreso, ma bensì man mano che indago, ci sono milioni di variabili su ciò che realmente è la Forza del Desiderio, con cui ciascuno di noi convive, soprattutto perchè ricordando gli altri aricoli, noto spesso una contraddizione con ciò che ho espresso.

Sarà perchè mi è impossibile imbrigliarmi in concetti, sarà perché mi piace conoscere e spingermi sino in fondo nella ricerca dell’esistenza, sarà che è appunto la Forza del Desiderio che mi smuove, fatto sta che oltre a ciò, devo fare i conti, con la mia voglia, di poter fare conoscere anche agli altri ciò che man mano emerge ed imparo. Si dice che chi ha sempre ragione, sia una persona infelice, e chi non sa insegna, bene! Quindi nonostante il continuo controsenso che in alcuni articoli ho espresso, trovo che sia utile e funzionale tutto ciò alla mia evoluzione, quindi decido che va bene cosi, e che in quel momento era utile per me conoscere anche quell’aspetto del Desiderio. Senza farci la guerra, perché la crescita è un continuo progredire, e sarebbe, come ridere di me stessa di come mi comportavo da bambina, guardandomi ora con le mie limitate concezioni da “adulta”.

Il libro di oggi dove ho trovato ispirazione a questo articolo si intitola appunto La Forza del Desiderio, che non è proprio un libro, ma una trasposizione di una conferenza tenuta dal professore e psicanalista Massimo Recalcati. Faccio una breve premessa su come ho scoperto Il professor, essendo una patita di youtube, i video che guardo per la maggiore sono tutti pressoché mirati ad una crescita personale, sul significato della vita, il senso dell’amore etc. e il prof in questione, offronta la filosofia in modo divino e poetico direi.

L’etimologia della parola Desiderio viene da Giulio Cesare il quale nel De bello gallico dice che “desiderio” viene da desiderantes. Chi sono quindi i desiderantes? Sono soldati sopravissuti al campo di battaglia: sotto un cielo stellato attendono i propri compagni nella battaglia,a rischio di morte. Una strana e potente immagine: una notte, un cielo stellato, soldati che depongono le armi e che attendono i propri compagni ancora impegnati nella battaglia, a rischio di morte. Ma perchè questa immagine è potente? Perché all’interno dello scenario appena descritto ci sono i diversi componenti che in noi si innescano quando viviamo l’esperienza del desiderio. l’attesa, la veglia, e considerando anche l’etimologia della parola de-siderio, scopriamo che questo termine deriva dal latino e risulta composto dalla preposizione de- che in latino ha sempre un’accezione negativa e dal termine sidus che significa, letteralmente, stella.
Desiderare significa, quindi, letteralmente, “mancanza di stelle”, nel senso di “avvertire la mancanza delle stelle”, di quei buoni presagi, dei buoni auspici e quindi per estensione questo verbo ha assunto anche l’accezione corrente, intesa come percezione di una mancanza e, di conseguenza, come sentimento di ricerca appassionata. Il Desiderio quindi non ha una stella che funzioni come bussola sicura che ci garantisca di non smarrirci, ma bensì è l’esperienza che strutturalmente costeggia il rischio dello smarrimento, di perderci, di non ritrovarsi più.

Se è vero che la vita umana si soddisfa attraverso l’essere riconosciuta dal desiderio dell’altro, l’essere amata, l’essere voluta, noi vediamo che il desiderio esige al tempo stesso di realizzarsi in proprio. Per un verso il desiderio dipende dal desiderio dell’altro, la mia vita dipende dall’accoglienza dell’altro, ma per l’altro verso la mia vita è abitata da una spinta a realizzarsi come singolarità. E questo si manifesta come un fuoco, come una forza. C’è però un problema che emerso tra i pazienti del’autore, questo fuoco si manifesta in una lingua straniera, cioè in una lingua che ciascuno di noi dovrebbe cercare di tradurre. Poiché il Desiderio non parla la voce dell’io personale: è per questo che è difficile coglierlo e avere un rapporto diretto con il proprio desiderio. Chi invece riesce a coglierne il richiamo, e inizia ad ascoltare la propria voce interiore, poiché è mosso da questa spinta, potrebbe apparire agli occhi dell’altro spietato e non amabile.  Ma essere ostinati verso il è proprio desiderio è una buona cosa: rende la Vita soddisfatta. Viceversa, se per essere amabile, per non entrare nel conflitto, per continuare a soddisfare il desiderio dell’altro, io rinuncio al mio desiderio, la vita si ammala, la vita soffre, la vita appassisce. Al contrario la vita soddisfatta è la vita che si incammina con decisione lungo la via del proprio desiderio e il desiderio esige rottura, conflitto.

Il desiderio inoltre è incarnato, non è separato dal nostro corpo. In questo senso il desiderio è erotico. Il desiderio senza corpo non esiste. Allora il problema qual’è ? Che noi tendiamo a volte a chiudere il corpo, perché già dai primi anni dell infanzia, subiamo traumi, ragion per cui tendiamo a chiuderci, per evitare nuovamente di far affiorare quella ferita che ci ha causato dolore. L’ipotesi peggiore quindi sarà che gran parte della nostra esperienza subirà limitazioni, rimanendo cechi e sordi alla Forza che il Desiderio.

Uno dei grandi errori dell’ipomodernita’ è pensare il desiderio come “fare ciò che si vuole”, in termini di liberazione del capriccio. Diversamente dovremmo dire che se il desiderio è una vocazione e non è un capriccio, significa che il desiderio dobbiamo pensarlo come una legge. Non è capriccio, perché il desiderio esige costanza, impegno, determinazione.

Quando sentiamo che in quella scelta che siamo chiamati a compiere, ne va davvero di tutta la mia esperienza: li c’è la dimensione del desiderio, perché né va della mia vita.

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Un abbraccio..

A presto Lettori!

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