Riflessioni, Romanzo

Il conflitto del padre

Ciao Lettori,

introduco questo argomento, partendo da un libro che ho appena terminato, Quello che non ci siamo dettiIl libro è incentrato appunto sulla figura del padre. La protagonista Julia, e suo padre Anthony portano avanti una storia abbastanza surreale, anche se sul finale, emerge un bel colpo di segna. Julia dovrà fare i conti con il conflitto che si porta avanti da sempre, le cui colpe ricadono su di un padre assente, ma nello stesso tempo geloso. E proprio causa di un eccessivo atto di gelosia il padre strappa Julia adolescente, dalle braccia del suo grande amore Thomas. La Vita per Julia prosegue, ma con il padre chiude i rapporti definitivamente. Mentre cresce e  si realizza lavorativamente conosce un uomo che nell’introduzione del libro sta per condurla all’altare, ma il giorno prima del fatidico si, ancora una volta il padre di Julia fa irruzione, bloccando il matrimonio. Ma questa volta nel modo più plateale..Anthony muore!!

Il conflitto del padreL’autore del libro Marc Levy, è riuscito a delineare perfettamente, ciò che dal profondo si muove e di conseguenza si manifesta tra le due figure padre e figlia. E questo lo dico per esperienza personale! Sono fortemente convinta che attiriamo a noi ciò che ci è utile per la nostra crescita, e per questo mi sono rispecchiata quasi sempre in quel rapporto di amore che un padre ha verso una figlia, e una figlia custodisce nei confronti del padre.

Io che da mio padre non ho mai ricevuto una carezza, e per questo gli appioppai una colpa, mi chiedo se sia veramente sua la pena che io le affiggevo.

Ora come ora, credo fortemente di no. Quanti conflitti nella mia vita, con questa figura cosi temibile e autoritaria, o per lo meno è sempre stato quello che percepivo!! Avevo sempre paura di sbagliare, ma nello stesso tempo non potevano opprimermi con obblighi che per me non avevano nessuna valenza. Più mi mettevano paletti, più il senso di ribellione nasceva. Nell’adolescenza è stato tutto molto complicato, soprattutto quando iniziai a frequentare i ragazzi, temevo mio padre tantissimo in quella fase.. percepivo il suo giudizio come si può percepire una nube oscura sopra le mie azioni. Eppure non vi era nulla di peccaminoso e oscuro in ciò che facevo. Mi accorgo solo ora, mentre scrivo queste righe, che forse sono stata io a idealizzare e dare un ruolo cosi catastrofista a mio padre. Poiché a parte uno schiaffo per aver bigiato a lungo la scuola, non mi ha mai fatto del male. Eppure il suo sguardo, e la percezione distorta che io avevo di lui, mi hanno sempre complicato le cose.

Si dice che i nostri genitori, rispecchino le parte di noi; maschile (razionale) e femminile (intuitiva), e che loro ci aiutino ad equilibrare tali aspetti. Per quanto per alcuni può sembrare folle ciò che affermo, sono convinta che siamo a noi a sceglierci i genitori che sono più funzionali alla nostra crescita spirituale.

Occorre un atto di coraggio per guardarsi dentro e porsi le domande al fine di conoscersi, e per fare questo occorre essere onesti. Come dicevo prima mio padre è stato un padre assente, ma grazie a ciò ho potuto osservare aspetti di me che mi permettono di fare pace con me stessa, senza far ricadere le colpe sugli altri. Proprio ieri leggevo un libro che descriveva chiara una mia ferita, la scena era questa;

“Una ragazza seguita da suo marito entra in un bar, tutti si girano ad ammirarla, la ragazza in questione è oggettivamente bella. Anche il barista è colpito dal suo aspetto. La ragazza non contenta di semplici occhiate, decide di continuare questo gioco di sguardi con il barista e cerca ripetutamente il suo sguardo.” La ragazza in questione ha bisogno di queste attenzioni per sentirsi viva, per dire a se stessa che essa esiste. Guardatemi sono qua! Sembra dire. Poiché nella sua infanzia non è riuscita a farsi notare e amare dal proprio padre, cerca di riempire questa ferita che ha causato un vuoto, con delle attenzioni da altri uomini, a prescindere che ci sia il suo uomo seduto accanto. Mentre coloro che non hanno avuto questo genere di ferita, non sentirebbero questa esigenza, magari noterebbero di essere state viste, ma finirebbe li.

Che dire, mi hanno descritta!

Perché questo gioco di sguardi che spesso e volentieri ricerco, fa parte di me. Spero di poter essere veramente guarita da questa ferita un giorno,  nel frattempo amo e perdono ciò che mio padre è, il mio giudizio e me stessa, augurandogli solo il meglio.

La Vita è un cammino di consapevolezza, e il mio cammino prosegue, cercando di divenire più consapevole. Spero che il mio articolo sia stato utile in qualche modo, se volete condividere la vostra esperienza con me, io sono qua.

A presto lettori!

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